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Diattito sulla musica di alta qualità - Page 2
Il Gazebo Audiofilo

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    Diattito sulla musica di alta qualità

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    RockOnlyRare
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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  RockOnlyRare on Sun Mar 01, 2015 10:37 am

    petrus wrote:

    Vale anche per me  in effetti ragionandoci sopra  ho dedotto che è tutto legato ad una questione di aspettative, quando accendi lo stereo buono  ti aspetti sempre il meglio e quando per una cattiva registrazione non lo ottieni nasce l'insoddisfazione, mentre dall'impiantino non potendoti aspettare qualità ti godi liberamente quello che di bello rimane a prescindere dai suoni, la musica sunny

    Lorenzo

    Beh detta così sembra quasi che l'impianto bello ti faccia passare la voglia di ascoltare la musica, in realtà è come quando vai al cinema, in particolare in una sala superba come l'"Energia" di Melzo. Una cosa è vederci un film appena uscito in 4k o 70mm, un'alta vederci un film meraviglioso come che so un Fellini in bianco e nero degli anni 50. Quello te lo godi comunque in dvd a casa, o se lo fanno alla tv (senza pubblicità), perchè l'aspetto spettacolare non è primario per un classico.

    Per me c'è anche un aspetto particolare legato non tanto ad un incisione "d'epoca" che ci sta possa essere limitata, come appunto un concerto di classica registrato negli anni 30, oppure un incisione moderna particolare come un demo inciso con un 4 piste, o una precisa scelta artistica di un gruppo punk o "garage", un'altra è un'incisione indecente di un disco appena uscito, che non ha alcuna motivazione artistica per essere tale. Giusto un esempio l'ultimo album in studio degli Stones.... ecco lì subentra anche la "rabbia" per sentirsi un "tantino" turlupinati.

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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  petrus on Sun Mar 01, 2015 10:56 am

    RockOnlyRare wrote:

    Beh detta così sembra quasi che l'impianto bello ti faccia passare la voglia di ascoltare la musica...

    ma certo, non la musica (.) ma la musica mal registrata si e come potrebbe essere diversamente, in fondo un'ottima registrazione non da un senso a tutto ciò che abbiamo fatto e speso ? quale peggiore frustrazione di una pessima registrazione ? l'audiofilo ama essere protagonista del suo suono, SS, valvole, analogico, digitale, abbinamenti, sinergie, cavi, piedini e via dicendo ma nulla mai potrà per ciò che riguarda quanto è inciso nel disco, dura la vita ma è così che va  

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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  RockOnlyRare on Sun Mar 01, 2015 11:30 am

    petrus wrote:

    ma certo, non la musica (.) ma la musica mal registrata si e come potrebbe essere diversamente, in fondo un'ottima registrazione non da un senso a tutto ciò che abbiamo fatto e speso ? quale peggiore frustrazione di una pessima registrazione ? l'audiofilo ama essere protagonista del suo suono, SS, valvole, analogico, digitale, abbinamenti, sinergie, cavi, piedini e via dicendo ma nulla mai potrà per ciò che riguarda quanto è inciso nel disco, dura la vita ma è così che va  

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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  Massimo on Mon Mar 02, 2015 9:09 am

    petrus wrote:
    ma certo, non la musica (.) ma la musica mal registrata si e come potrebbe essere diversamente, in fondo un'ottima registrazione non da un senso a tutto ciò che abbiamo fatto e speso ? quale peggiore frustrazione di una pessima registrazione ? l'audiofilo ama essere protagonista del suo suono, SS, valvole, analogico, digitale, abbinamenti, sinergie, cavi, piedini e via dicendo ma nulla mai potrà per ciò che riguarda quanto è inciso nel disco, dura la vita ma è così che va  

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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  pappa&lardo on Mon Mar 02, 2015 12:04 pm

    Per me l'impianto deve suonare bene con tutto (poi ovvio che se la registrazione è buona suonerà meglio); se voglio ascoltarmi un disco di Muddy Waters ed è inascoltabile perchè la registrazione fa schifo mentre con le cuffiette da 30 euro suona decentemente c'è qualcosa che non va nell'impianto, non nella musica. Infatti faccio sempre la controprova con le cuffiette da 30 euro; di solito se l'impiantone mantiene quel senso di facilità d'ascolto che si ha con l'impiantino scrauso più dettaglio e raffinatezza allora è equilibrato. Il bello dell'impiantino è che quando ascolti non pensi al prezzo e alle menate, ma solo alla musica! Questo per me vince su tutto e i veri impianti hi-end secondo me hanno questa caratteristica oltre che tutto il resto.

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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  Giordy60 on Mon Mar 02, 2015 12:20 pm

    l'impianto hi-end ha ( o dovrebbe avere ) come prerogativa la possibilità di riprodurre quanto più fedelmente la registrazione, se non è così vuol dire ( forse ) che la registrazione non è eccellente.


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    la mente è come un paracadute, funziona solo se si apre ( cit. di Albert Einstein )
    Spoiler:

    io ascolto così : Mac-mini + HQPlayer in ramdisk, o WaveLab 7 o izotope RX4 =>cavo di rete =>TP-link mc110cs =>cavo monomodale =>TP-link  mc110cs =>cavo di rete =>Mini PC-Fitlet-b, con WS2012R2, NAD in ramdisk =>interfaccia USB =>nuprime DAC-10 =>monitor attivi Klein+Hummel o410 + sub Neumann Kh o810


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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  pappa&lardo on Mon Mar 02, 2015 12:37 pm

    Secondo me no invece; a me non importa nulla di sentire esclusivamente quello che c'è nella registrazione, voglio che ci sia sempre un qualcosa che tenga insieme il tutto e che mi lasci ascoltare piacevolmente la musica! Il difficile è trovare un impianto raffinato, equilibrato e trasparente ma che allo stesso tempo perdona un pò di pecche alle registrazioni.

    Forse l'impianto perfetto alla fine non è quello troppo fedele!

    Mistero!

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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  RockOnlyRare on Mon Mar 02, 2015 12:38 pm

    pappa&lardo wrote:Per me l'impianto deve suonare bene con tutto (poi ovvio che se la registrazione è buona suonerà meglio); se voglio ascoltarmi un disco di Muddy Waters ed è inascoltabile perchè la registrazione fa schifo mentre con le cuffiette da 30 euro suona decentemente c'è qualcosa che non va nell'impianto, non nella musica. Infatti faccio sempre la controprova con le cuffiette da 30 euro; di solito se l'impiantone mantiene quel senso di facilità d'ascolto che si ha con l'impiantino scrauso più dettaglio e raffinatezza allora è equilibrato. Il bello dell'impiantino è che quando ascolti non pensi al prezzo e alle menate, ma solo alla musica! Questo per me vince su tutto e i veri impianti hi-end secondo me hanno questa caratteristica oltre che tutto il resto.

    Mi permetto di fare un distinguo, prima con un'analogia e poi con considerazione più tecniche.

    1) se guardi un filmato a bassa risoluzione di you-tube sullo smartphone, e lo vedi tutto sommato bene, ma poi lo stesso filmato lo guardi su un 60 pollici full hd in cui sei solito guardarci programmi al massimo della qualità, è evidente come i difetti del filmato sia resi in modo impietoso.... al punto che magari ti passa la voglia.

    2) se su un impianto hi-end un brano inciso da far schifo viene "salvato" fino a farlo ascoltare tutto sommato bene, vuol dire che probabilmente quell'impianto ha la tendenza a "colorare" il suono.
    Ricordo che, tanti anni fa, quando usavo l'equalizzatore parametrico SAE, ed il DBX (espansore e compressore di dinamica) mi dilettavo a smanettare con la forma d'onda delle risposte in frequenza per migliorare in modo artefatto le incisioni mediocri. Ed in effetti a conti fatti qualche risultato si otteneva (me lo segnavo sulle schedine in cui segnavo i titoli dell'album).
    Ma era chiaro che era una manipolazione del suono originale.

    In sostanza secondo me un impianto hi-end deve dare pane al pane e vino al vino, per cui riprodurre in modo scadente un disco inciso in modo scadente, ma riprodurre in modo sempre più emozionante quando migliore è l'incisione del supporto che si ascolta.
    Altrimenti quello che guadagni "salvando" incisioni scadenti, poi lo perdi nel riprodurre le incisioni migliori.

    Ma non fraintendiamoci.
    E' chiaro che si parla sempre e comunque di impianti hi-end, che si suppone che in ogni caso facciano il possibile per salvare il salvabile. In sostanza è l'asticella che si "alza" quando ascolti la musica in un impianto hi-end e non viceversa.

    A me capita spesso di ascoltare in cuffia o in auto album che ad un primo ascolto sembrano tutto sommato incisi bene, ma poi se lo stesso brano lo ascolti con l'hi-end ecco che spesso vengono fuori delle limiti nell'incisione che in auto non si avvertivano.
    Stesso discorso si può fare se ascolti un brano in mp3 e lo stesso in hi-res (reale), difficile sentire differenze avvertibili in cuffia ed in auto (amesso che in auto abbia un lettore compatibile).

    In sostanza secondo me alla fine sosteniamo la stessa cosa ma partendo da due presupposti opposti.
    Se posso permettermi, prova ad ascoltare "A Bigger Bang" degli stones con una cuffietta e poi con l'impianto hi-end.


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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  RockOnlyRare on Mon Mar 02, 2015 12:45 pm

    pappa&lardo wrote:Secondo me no invece; a me non importa nulla di sentire esclusivamente quello che c'è nella registrazione, voglio che ci sia sempre un qualcosa che tenga insieme il tutto e che mi lasci ascoltare piacevolmente la musica! Il difficile è trovare un impianto raffinato, equilibrato e trasparente ma che allo stesso tempo perdona un pò di pecche alle registrazioni.

    Forse l'impianto perfetto alla fine non è quello troppo fedele!

    Mistero!

    Beh se è davvero fedele lo è inevitabilmente nel bene e nel male.
    Allora le soluzioni possibili sono due, o usi due impianti diversi per qualità e caratteristiche, oppure colleghi all'impianto hi-end un bel equalizzatore parametrico (ammesso che esistano ancora) e ti diverti a smanettare con i vari parametri per cercare di migliorare un po' il suono.
    Ancor meglio se ci accoppi un espansore di dinamica, ovviamente senza esagerare nel rapporto di espansione (massimo 1,1-1,2)
    Come detto lo facevo 35 anni fa e tutto sommato dava qualche frutto se il tutto era fatto con moderazione.


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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  RockOnlyRare on Mon Mar 02, 2015 12:46 pm

    Giordy60 wrote: l'impianto hi-end ha ( o dovrebbe avere ) come prerogativa la possibilità di riprodurre quanto più fedelmente la registrazione, se non è così vuol dire ( forse ) che la registrazione non è eccellente.



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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  pappa&lardo on Mon Mar 02, 2015 12:52 pm

    RockOnlyRare wrote:

    Mi permetto di fare un distinguo, prima con un'analogia e poi con considerazione più tecniche.

    1) se guardi un filmato a bassa risoluzione di you-tube sullo smartphone, e lo vedi tutto sommato bene, ma poi lo stesso filmato lo guardi su un 60 pollici full hd in cui sei solito guardarci programmi al massimo della qualità, è evidente come i difetti del filmato sia resi in modo impietoso.... al punto che magari ti passa la voglia.

    2) se su un impianto hi-end un brano inciso da far schifo viene "salvato" fino a farlo ascoltare tutto sommato bene, vuol dire che probabilmente quell'impianto ha la tendenza a "colorare" il suono.
    Ricordo che, tanti anni fa, quando usavo l'equalizzatore parametrico SAE, ed il DBX (espansore e compressore di dinamica) mi dilettavo a smanettare con la forma d'onda delle risposte in frequenza per migliorare in modo artefatto le incisioni mediocri. Ed in effetti a conti fatti qualche risultato si otteneva (me lo segnavo sulle schedine in cui segnavo i titoli dell'album).
    Ma era chiaro che era una manipolazione del suono originale.

    In sostanza secondo me un impianto hi-end deve dare pane al pane e vino al vino, per cui riprodurre in modo scadente un disco inciso in modo scadente, ma riprodurre in modo sempre più emozionante quando migliore è l'incisione del supporto che si ascolta.
    Altrimenti quello che guadagni "salvando" incisioni scadenti, poi lo perdi nel riprodurre le incisioni migliori.

    Ma non fraintendiamoci.
    E' chiaro che si parla sempre e comunque di impianti hi-end, che si suppone che in ogni caso facciano il possibile per salvare il salvabile. In sostanza è l'asticella che si "alza" quando ascolti la musica in un impianto hi-end e non viceversa.

    A me capita spesso di ascoltare in cuffia o in auto album che ad un primo ascolto sembrano tutto sommato incisi bene, ma poi se lo stesso brano lo ascolti con l'hi-end ecco che spesso vengono fuori delle limiti nell'incisione che in auto non si avvertivano.
    Stesso discorso si può fare se ascolti un brano in mp3 e lo stesso in hi-res (reale), difficile sentire differenze avvertibili in cuffia ed in auto (amesso che in auto abbia un lettore compatibile).

    In sostanza secondo me alla fine sosteniamo la stessa cosa ma partendo da due presupposti opposti.
    Se posso permettermi, prova ad ascoltare "A Bigger Bang" degli stones con una cuffietta e poi con l'impianto hi-end.

    Si ma se io compro una TV a 60 pollici in 4k e poi ci posso guardare 8 film perchè il resto si vede da schifo che cavolo la compro a fare?.

    Per quanto riguarda l'impianto come si fa a sapere qual'è il suono reale della registrazione? dovresti sapere come suonava quando l'hanno registrata ed essere in studio al momento della registrazione; quello sarebbe il massimo della fedeltà (a meno di non saltare direttamente in sala di ripresa!).

    Diciamo che a me piacciono di più gli impianti più colorati e a te quelli più analitici e siamo d'accordo!


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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  RockOnlyRare on Mon Mar 02, 2015 2:35 pm

    pappa&lardo wrote:

    Si ma se io compro una TV a 60 pollici in 4k e poi ci posso guardare 8 film perchè il resto si vede da schifo che cavolo la compro a fare?.

    Per quanto riguarda l'impianto come si fa a sapere qual'è il suono reale della registrazione? dovresti sapere come suonava quando l'hanno registrata ed essere in studio al momento della registrazione; quello sarebbe il massimo della fedeltà (a meno di non saltare direttamente in sala di ripresa!).

    Diciamo che a me piacciono di più gli impianti più colorati e a te quelli più analitici e siamo d'accordo!


    Beh per parafrasare il paragone dei film in termini musicali, di album incisi benissimo ce ne sono comunque (anche solo in ambito rock) a centinaia se non migliaia, poi ci sono comunque quelli incisi bene, che comunque è un piacere ascoltare e via dicendo, fino a scendere a livelli sempre peggiori, talvolta per "necessità" legate a motivi storici logistici (es incisioni d'epoca o bootleg), altri per precise scelte artistiche (lo-fi, garage, punk, demo) e peggio di tutti per incuria o menefreghismo di chi produce gli album per massimizzare i guadagni fregandosene della qualità "tanto ascoltano tutti la musica in cuffietta o la scaricano....".

    Sulle preferenze del tipo di impianti è probabile che sia come dici tu, del resto ognuno DEVE avere le sue preferenze, a maggior ragione su un "oggetto" così personale come l'impianto e le sue caratteristiche.

    La sola cosa che mi viena da obiettare, è che l'impianto cosiddetto "colorato" tende a impressionare maggiormente ad un primo ascolto, ma poi alla lunga con ascolti più attenti e prolungati, provoca un senso di affaticamento nell'ascoltatore.
    Certo che se si parla di "inezie" il discorso cambia di conseguenza.

    Te lo avrò certamente già chiesto, vivi lontano da Milano ?


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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  pappa&lardo on Mon Mar 02, 2015 3:11 pm

    RockOnlyRare wrote:


    La sola cosa che mi viena da obiettare, è che l'impianto cosiddetto "colorato" tende a impressionare maggiormente ad un primo ascolto, ma poi alla lunga con ascolti più attenti e prolungati, provoca un senso di affaticamento nell'ascoltatore.

    Te lo avrò certamente già chiesto, vivi lontano da Milano ?

    Esatto! Hai centrato il punto! Il casino per me è proprio trovare quel tanto di colorazione che rende godibile tutto ma che non pregiudichi il resto e non comporti fatica. Quello è il mio suono Hi-end: con molto ritmo, dinamica e con una neutralità accaldata . Penso di esserci molto vicino con il setup che ho adesso, ma mancano ancora alcuni dettagli. Poi magari agli altri non piace ma chissene!

    Abito a Trento, non vicinissimo ma nemmeno lontano.

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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  RockOnlyRare on Mon Mar 02, 2015 3:36 pm

    pappa&lardo wrote:

    Esatto! Hai centrato il punto! Il casino per me è proprio trovare quel tanto di colorazione che rende godibile tutto ma che non pregiudichi il resto e non comporti fatica. Quello è il mio suono Hi-end: con molto ritmo, dinamica e con una neutralità accaldata . Penso di esserci molto vicino con il setup che ho adesso, ma mancano ancora alcuni dettagli. Poi magari agli altri non piace ma chissene!

    Abito a Trento, non vicinissimo ma nemmeno lontano.

    Beh, io ogni tanto faccio un salto in valcamonica, che non è vicinissima a Trento ma neppure poi tanto lontana... Se magari capiti a Milano si potrebbe anche combinare un ascolto....

    Come detto l'impianto deve soddisfare in primis i tuoi gusti, se non piace agli altri pazienza, a meno di non doverlo vendere il problema non sussiste.
    Comunque la rivendibilità dell'impianto nella stragrande maggioranza dei casi dipende dalla notorietà della marca e dalla nomea di un componente più che dalla effettiva qualità dello stesso !!!


    petrus
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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  petrus on Mon Mar 02, 2015 10:39 pm

    La quantità di ottime registrazioni disponibili è diversa e dipende dal genere di musica che si ascolta, ma altro che quattro dischi parliamo di centinaia anche nel rock che più di tutti ne ha sofferto e ne soffre la mancanza, basta informarsi e fare ricerche specifiche, ciò detto l'impianto è come l'auto sportiva, più si portano al limite le prestazioni e più se ne sacrifica la versatilità fino ad arrivare alle formula uno che vanno solo con un carburante ben specifico (registrazione) e su piste appositamente costruite (ambiente), però un giro su una di quelle cambierà per sempre il nostro modo di guardare una audi s4

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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  RockOnlyRare on Mon Mar 02, 2015 10:59 pm

    petrus wrote:La quantità di ottime registrazioni disponibili è diversa e dipende dal genere di musica che si ascolta, ma altro che quattro dischi parliamo di centinaia anche nel rock che più di tutti ne ha sofferto e ne soffre la mancanza, basta informarsi e fare ricerche specifiche, ciò detto l'impianto è come l'auto sportiva, più si portano al limite le prestazioni e più se ne sacrifica la versatilità fino ad arrivare alle formula uno che vanno solo con un carburante ben specifico (registrazione) e su piste appositamente costruite (ambiente), però un giro su una di quelle cambierà per sempre il nostro modo di guardare una audi s4

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    belli i paragoni motoristici, comunque per fortuna anche un'impianto da "formula 1" riesce a funzionare in modo estremamente soddisfacente con moltissimi "carburanti", anche se è vero che c'è un limite inferiore sotto il quale è "sprecato".... poi questo limite dipende molto anche dall'ascoltatore.


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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  Ospite on Sun Mar 29, 2015 9:42 pm

    carloc wrote:
    Direi che in giro impianti da 100Hz a 5 KHz ce ne sono ben pochi....;)
    Mah.. Forse arrivano a 10kz quasi tutti  a zero db e sottolineo il quasi perchè poi ci sono i concentrici e i largabanda.. Ma quanti diffusori ci sono in giro veramente a gamma completa che arrivano a 40hz a -2db che è il minimo indispensabile? Secondo me non sono la maggioranA anzi..

    gibel
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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  gibel on Sun Apr 05, 2015 6:17 pm

    Giordy60 wrote: l'impianto hi-end ha ( o dovrebbe avere ) come prerogativa la possibilità di riprodurre quanto più fedelmente la registrazione, se non è così vuol dire ( forse ) che la registrazione non è eccellente.

    Buona Pasqua a tutti. Condivido il concetto in generale; l'alta fedeltà e a maggior ragione l'hi-end ( intesa come fascia alta dei prodotti per la riproduzione audio ) hanno come fine la riproduzione quanto più fedele dell'evento musicale originale registrato. Il problema però sta nel fatto che nessuno ( salvo i musicisti presenti in studio di registrazione ed i tecnici del suono alla consolle ) ha la minima idea di come fosse realmente il suono di "quell'evento musicale". La stessa cosa si può dire degli eventi registrati live in concerto . Solo il pubblico presente nel teatro-auditorium-pub-palazzettodellosport-stadio la sera della registrazione può avere in testa un ricordo dei suoni percepiti. Allora ecco che l'audiofilo che ascolta una qualsiasi registrazione con un qualsiasi impianto inevitabilmente tende a valutare i suoni dei vari strumenti con la sua personale idea di come essi dovrebbero suonare, la "spazialità" dei suoni con la propria personale idea di come dovrebbero essere distribuiti nello spazio, ecc. ecc. Un'idea legata alla propria esperienza di ascolto di musica riprodotta ed anche ( si spera ) dal vivo , ma , in quanto soggettiva , non pienamente adeguata per giudicare in modo assoluto la qualità di un impianto o di una registrazione. Chiunque abbia assistito ad un concerto di musica sinfonica in un teatro o auditorium con acustica al di sopra di ogni sospetto sa bene che in realtà dalla decima fila della platea ( ottima posizione ) è ben difficile percepire il soffio dell'aria che entra nella boccola del flauto traverso , che il colpo di grancassa non fa muovere i lampadari in cristallo della sala, che i suoni dei vari strumenti non arrivano all'orecchio così "analiticamente" divisi al punto che può essere distinto il secondo dal quarto violino di fila , che tutto insomma è meno "falsamente perfetto" e un po' più "mescolato" di come tanti impianti hi-end ci fanno ascoltare . E' la semplicità e naturalezza dell'evento musicale originale la cosa più difficile da riprodurre. Se poi prendiamo in esame la musica pop-rock allora diventa impossibile stabilire dei parametri di riferimento perché la stessa chitarra elettrica dello stesso chitarrista suonerà in 100 modi diversi a seconda di come siano state effettuate le regolazioni in quel particolare momento.

    petrus
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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  petrus on Sun Apr 05, 2015 6:52 pm

    Ma quando c'è di mezzo la percezione, se dessimo a cento persone uno scatto fotografico di un panorama a cui tutti hanno assistito e chiedessimo ad ognuno di calibrare il colore affinché lo scatto risulti il più possibile uguale a ciò che hanno visto, quante foto diverse vedremmo ?
    e se assistessimo allo stesso evento sonoro registrato poi lo riprodurremmo tutti in modo perfettamente uguale ?
    Il punto è di cercare di ascoltare qualcosa il più possibile verosimile convincente e ragionevole, ad un evento simile, per location, genere musicale, ecc, e questo è possibile anche senza essere stati presenti all'evento originale, tanto non sarebbe possibile riprodurlo tale e quale comunque e nella migliore delle ipotesi sarebbe comunque il nostro punto di vista, la nostra realtà percepita.
    E' questione di buon senso e a volte si rischia di perderlo inseguendo una perfezione sonora che non esiste, solo lievi differenze tra uno scatto e l'altro sunny

    Lorenzo

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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  gibel on Sun Apr 05, 2015 9:41 pm

    petrus wrote:Ma quando c'è di mezzo la percezione, se dessimo a cento persone uno scatto fotografico di un panorama a cui tutti hanno assistito e chiedessimo ad ognuno di calibrare il colore affinché lo scatto risulti il più possibile uguale a ciò che hanno visto, quante foto diverse vedremmo ?
    e se assistessimo allo stesso evento sonoro registrato poi lo riprodurremmo tutti in modo perfettamente uguale ?
    Il punto è di cercare di ascoltare qualcosa il più possibile verosimile convincente e ragionevole, ad un evento simile, per location, genere musicale, ecc, e questo è possibile anche senza essere stati presenti all'evento originale, tanto non sarebbe possibile riprodurlo tale e quale comunque e nella migliore delle ipotesi sarebbe comunque il nostro punto di vista, la nostra realtà percepita.
    E' questione di buon senso e a volte si rischia di perderlo inseguendo una perfezione sonora che non esiste, solo lievi differenze tra uno scatto e l'altro  sunny

    Lorenzo

    Condivido pienamente. E allora , riallacciandoci all'articolo sull'hi-end citato nel primo post dal forumer che ha aperto questa discussione , possiamo affermare che la valutazione della qualità di un impianto hi-fi e dei suoi componenti  è un fatto in gran parte soggettivo ? Se è così dobbiamo accettare l'idea che non possano esistere verità assolute ma solo valutazioni personali ( di singoli o di gruppi più o meno numerosi di audiofili ) circa la migliore capacità di riprodurre eventi musicali da parte di questo o quell'impianto. Valutazioni basate sul proprio udito e sul proprio gusto . Basate anche sull'esperienza d'ascolto e sulla capacità più o meno allenata di ricercare , durante l'ascolto , alcuni particolari della riproduzione. Se è così dobbiamo accettare l'idea che anche chi, seriamente , progetta e produce apparecchiature hi-fi lo fa basandosi su di una visione soggettiva , creando un tipo di riproduzione musicale che cercherà poi ,con strategie più o meno raffinate di marketing, di estendere al maggior numero di potenziali acquirenti. Forse questa è solo la scoperta dell'acqua calda ma quando si è in presenza di un mercato in cui piccoli  e , non dimentichiamo , soggettivi incrementi qualitativi comportano esborsi esponenzialmente crescenti qualche riflessione può essere opportuno farla.

    petrus
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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  petrus on Sun Apr 05, 2015 11:22 pm

    La mia riflessione è che se esistesse un produttore che fa quello che fa solo per amore della riproduzione sarebbe una piccola realtà artigianale con poche velleità di diventare un marchio di riferimento nell'hi-fi e men che meno di fare prodotti hi-end certamente consapevole che per sopravvivere neppure lui dovrebbe comunque mai considerarsi avulso dalle regole del mercato.
    Il prodotto conta ma conta poco se non c'è l'azienda.
    Un marchio hi-end non si costruisce solo con un buon prodotto, occorre saper colpire l'acquirente nel suo lato emozionale, occorre entrare nell'immaginario collettivo e imporsi come status e quando ci sei riuscito non devi neppure più fare prodotti che suonino bene, devi solo fare prodotti opulenti e più saranno grandi, più saranno costosi, più saranno irraggiungibili, più saranno desiderati.
    Soldo chiama soldo e più guadagni più puoi investire in immagine con, fiere, riviste, pubblicità redazionali, recensioni, e i clienti quelli che possono spendere, quelli che hanno avuto tutto e che vogliono sempre di più, loro che sono sempre i primi a comprare l'ultimo nato, alimenteranno questo desiderio di appartenenza all'elite dei fortunati.
    E sarà sempre e solo una piccola sfumatura a tenerci tutti un passo indietro, chi può negarla una piccola differenza, c'è e si sente diranno i fortunati possessori certo costa sentenzieranno i folli sostenitori, ma quanto vale questa differenza ? tanto tantissimo se può regalarti l'appartenenza, il mito irraggiungibile del meglio, dell'assoluto, perché in ogni cosa il meglio è sempre e solo per pochi.
    Toccherà quindi alle piccole realtà, quando ne sono capaci, di fare cose ben fatte e ben suonanti, con un giusto rapporto qualità-prezzo, hanno solo quello, il prodotto null'altro, sanno di non poter mai entrare nel gota della riproduzione, ma solo di poter condividere una passione quella per la musica e la sua riproduzione verosimile e plausibile con i loro clienti, resta da vedere se ciò potrà assicurargli la sopravvivenza in un mercato sempre più assurdo e ristretto come questo.

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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  RockOnlyRare on Tue Apr 07, 2015 11:32 am

    gibel wrote:

    Buona Pasqua a tutti. Condivido il concetto in generale; l'alta fedeltà e a maggior ragione l'hi-end ( intesa come fascia alta dei prodotti per la riproduzione audio ) hanno come fine la riproduzione quanto più fedele dell'evento musicale originale registrato. Il problema però sta nel fatto che nessuno ( salvo i musicisti presenti in studio di registrazione ed i tecnici del suono alla consolle ) ha la minima idea di come fosse realmente il suono di "quell'evento musicale". La stessa cosa si può dire degli eventi registrati live in concerto . Solo il pubblico presente nel teatro-auditorium-pub-palazzettodellosport-stadio la sera della registrazione può avere in testa un ricordo dei suoni percepiti. Allora ecco che l'audiofilo che ascolta una qualsiasi registrazione con un qualsiasi impianto inevitabilmente tende a valutare i suoni dei vari strumenti con la sua personale idea di come essi dovrebbero suonare, la "spazialità" dei suoni con la propria personale idea di come dovrebbero essere distribuiti nello spazio, ecc. ecc. Un'idea legata alla propria esperienza di ascolto di musica riprodotta ed anche ( si spera ) dal vivo , ma , in quanto soggettiva , non pienamente adeguata per giudicare in modo assoluto la qualità di un impianto o di una registrazione. Chiunque abbia assistito ad un concerto di musica sinfonica in un teatro o auditorium con acustica al di sopra di ogni sospetto sa bene che in realtà dalla decima fila della platea ( ottima posizione ) è ben difficile percepire il soffio dell'aria che entra nella boccola del flauto traverso , che il colpo di grancassa non fa muovere i lampadari in cristallo della sala, che i suoni dei vari strumenti non arrivano all'orecchio così "analiticamente" divisi al punto che può essere distinto il secondo dal quarto violino di fila , che tutto insomma è meno "falsamente perfetto" e un po' più "mescolato" di come tanti impianti hi-end ci fanno ascoltare . E' la semplicità e naturalezza dell'evento musicale originale la cosa più difficile da riprodurre. Se poi prendiamo in esame la musica pop-rock allora diventa impossibile stabilire dei parametri di riferimento perché la stessa chitarra elettrica dello stesso chitarrista suonerà in 100 modi diversi a seconda di come siano state effettuate le regolazioni in quel particolare momento.

    Eccellento considerazioni, che condivido. Giustamente nell'ascolto contano enormemente anche le condizioni in cui si ascolta, oltre all'impianto di amplificazione (se esiste ) ed alla acustica della sala (o area se all'aperto).
    Posso tranquillamente affermare che in caso di certi concerti rock il suono è così impastato e confuso che si sente decisamente peggio che in live o da studio spesso il cantato scompare. In questi concerti conta il vedere i musicisti, partecipare all'atmosfera, etc etc, non si va per la qualità del suono.

    Ancora una volta cito un brano che ho ascoltato tempo fa in hi-res, e stupidamente non ricordo da che album è tratto... devo ricercarlo.
    Si tratta di un "demo" di 6-7 minuti in cui un batterista famoso suona un brano di circa 20 secondo, e l'ingegnere del suono modifica ogni volta solo i microfoni. Il risultato è affascinante, sembra di ascoltare brani diversi con qualità audio completamente differente !!!!!!!!!!



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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  RockOnlyRare on Tue Apr 07, 2015 12:03 pm

    petrus wrote:Ma quando c'è di mezzo la percezione, se dessimo a cento persone uno scatto fotografico di un panorama a cui tutti hanno assistito e chiedessimo ad ognuno di calibrare il colore affinché lo scatto risulti il più possibile uguale a ciò che hanno visto, quante foto diverse vedremmo ?
    e se assistessimo allo stesso evento sonoro registrato poi lo riprodurremmo tutti in modo perfettamente uguale ?
    Il punto è di cercare di ascoltare qualcosa il più possibile verosimile convincente e ragionevole, ad un evento simile, per location, genere musicale, ecc, e questo è possibile anche senza essere stati presenti all'evento originale, tanto non sarebbe possibile riprodurlo tale e quale comunque e nella migliore delle ipotesi sarebbe comunque il nostro punto di vista, la nostra realtà percepita.
    E' questione di buon senso e a volte si rischia di perderlo inseguendo una perfezione sonora che non esiste, solo lievi differenze tra uno scatto e l'altro  sunny

    Lorenzo

    Verissimo, comunque secondo me il discorso va anche scisso in due aspetti, il primo legato all'incisione originale e sua trasposizione nel supporto fisico e liquido, il secondo a come partendo da un determinato supporto, l'impianto riesce a riprodurlo.
    Sul primo aspetto noi appassionati dobbiamo "subire" il mercato, il massimo che possiamo fare e cercare la migliore incisione disponibile.
    Pertanto e soprattutto sulla seconda parte che si può intervenire, ed è secondo me su questa che si deve puntare per ottenere la maggior veridicità possibile del suono riprodotto, fermo restanto tutto quanto già evidenzato dagli ottimi precedenti contributi, a cominciare dalla percezione soggettiva.

    Anche perchè come più volte sottolineato, il migliore impianto hi-fi dovrebbe rendere in modo impareggiabile un'incisione all'origine impareggiabile ed in modo "osceno" una incisione oscena.... (nel senso che se l'incisione è oscena, l'impianto non dovrebbe far nulla per renderla migliore di quanto non sia, a meno di intervenire a posteriori con equalizzatori per tentare di salvare il salvabile).

    In merito alle incisioni di culto di piccolissime etichette specializzate in prodotti di alta qualità, devo dire che ce ne sono per fortuna parecchie, naturalmente sono concentrate sopratutto nella musica classica e secondariamente nel jazz, tutte rigorosamente con incisioni in presa diretta.
    Il problema casomai è nella scelta dei musicisti, necessariamente di nicchia, difficile trovare artisti di fama internazionale che incidano album di questo tipo, ed ancor più difficile trovarli in generi come rock e musica leggera.

    Secondo problema legato ai costi, da un lato per ottenere il massimo della qualità i costi si alzano considerevolmente, da un altro se sono troppo alti finiscono per diventare prodotti fuori mercato, anche perchè si parla di artisti relativamente poco conosciuti. Il che può portare a compromessi. Ultimo aspetto il supporto, vinile, cd, sacd, hi-res, anche qui non è banale ottenere il massimo risultato possibile contenendo i costi, forse in questo proprio il formato liquido può aiutare (ma è anche quello più facilmente scaricabile da internet, quindi il meno preferito anche dalle case prodruttrici "di nicchia").


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    Re: Diattito sulla musica di alta qualità

    Post  RockOnlyRare on Tue Apr 07, 2015 12:18 pm

    petrus wrote:La mia riflessione è che se esistesse un produttore che fa quello che fa solo per amore della riproduzione sarebbe una piccola realtà artigianale con poche velleità di diventare un marchio di riferimento nell'hi-fi e men che meno di fare prodotti hi-end certamente consapevole che per  sopravvivere neppure lui dovrebbe comunque mai considerarsi avulso dalle regole del mercato.
    Il prodotto conta ma conta poco se non c'è l'azienda.
    Un marchio hi-end non si costruisce solo con un buon prodotto, occorre saper colpire l'acquirente nel suo lato emozionale, occorre entrare nell'immaginario  collettivo e imporsi come status e quando ci sei riuscito non devi neppure più fare prodotti che suonino bene, devi solo fare prodotti opulenti e più saranno grandi, più saranno costosi, più saranno irraggiungibili, più saranno desiderati.
    Soldo chiama soldo e più guadagni più puoi investire in immagine con, fiere, riviste, pubblicità redazionali, recensioni, e i clienti quelli che possono spendere, quelli che hanno avuto tutto e che vogliono sempre di più, loro che sono sempre i primi a comprare l'ultimo nato, alimenteranno questo desiderio di appartenenza all'elite dei fortunati.
    E sarà sempre e solo una piccola sfumatura a tenerci tutti un passo indietro, chi può negarla una piccola differenza, c'è e si sente diranno i fortunati possessori certo costa sentenzieranno  i folli sostenitori, ma quanto vale questa differenza ? tanto tantissimo se può regalarti l'appartenenza, il mito irraggiungibile del meglio, dell'assoluto, perché in ogni cosa il meglio è sempre e solo per pochi.
    Toccherà quindi alle piccole realtà, quando ne sono capaci, di fare cose ben fatte e ben suonanti, con un giusto rapporto qualità-prezzo, hanno solo quello, il prodotto null'altro, sanno di non poter mai entrare nel gota della riproduzione, ma solo di poter condividere una passione quella per la musica e la sua riproduzione verosimile e plausibile con i loro clienti, resta da vedere se ciò potrà assicurargli la sopravvivenza in un mercato sempre più assurdo e ristretto come questo.

    Lorenzo

    Beh certamente il marketing ha la sua enorme importanza, ci sono settori come l'auto e l'hi-fi (ma non solo) in cui per assurdo certi prodotti valgono perchè hanno costi inaccessibili ai più (ve l'immaginare una Ferrari che costasse nuova 20.000 Euro ???' State certi che il giorno che riuscissero a fare una Ferrari che costa quella cifra, la venderebbero comunque a non meno di 150.000 (se non 200.000) per non abbassare il target della clientela, oltretutto limitando la produzione a tot esemplari per fare im modo che le richieste superino SEMPRE la domanda per mantenere valutazioni altissime di questi prodotti).

    Nel hi-fi il discorso è simile, il miglior ampli sul mercato (dal punto di vista sonoro) non può permettersi di costare poco, altrimenti rischia di essere "snobbato", deve costare il giusto compromesso tra costi alti e possibilità di essere acquistato dalla fascia di utenza a cui è rivolto il prodotto.
    Sono un po' meno daccordo sul fatto che un marchio famoso possa permettersi di produrre apparecchi in cui l'aspetto qualitativo non conti più niente, diciamo che sono meno incentivati ad "innovare" per cui i prodotti di quel marchio garantiscono sicuramente design, rivendibilità e prestazioni comunque eccellenti, ma certamente inferiori ad alcuni apparecchi più innovativi e meno costosi di produttori che devono emergere grazie alla qualità del prodotto. In sostanza quello che ne è pesantemente penalizzato è il rapporto qualità prezzo (se non si considera l'alta quotazione dell'usato).

    Discorso design, anche in questo caso è evidente che un prodotto deve anche essere bello, sia perchè sta in una sala, sia perchè anche l'occhio vuole la sua parte quando si spendono certe cifre. Fermo restanto che ci sono categorie di apparecchi, in primis i professionali, in cui l'aspetto estetico è all'ultimo posto, naturalmente non sono indicati per chi ha problemi di "compromessi estetici" con l'ambiente di ascolto (leggi moglie etc etc ....).


      Current date/time is Mon Dec 05, 2016 9:43 pm