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Messaggio Da maxnalesso il Ven Ago 23 2019, 09:04

Ciao,
come sempre vale più la pratica della grammatica  Embarassed 
Intendo:  ieri mentre ascoltavo un LP con una incisione molto vasta,  ovvero con solchi che arrivano molto all'interno,  mi sono accorto di un eccesso di distorsione negli ultimi 5 minuti del disco...
Vabbè,  per sicurezza controllo la dimatura, ed effettivamente mi sono accorto che i null point (tarati ormai da circa 1 anno) non corrispondevano più perfettamente,  ma c'erano delle leggere discrepanze.
Ho ritarato il braccio, dato che purtroppo sullo SME III ho lo shell fisso e la dimatura si fa spostanto tutto il braccio sulla basetta, e per rimettere i null point corretti (66 - 121) ho fatto uno spostamento veramente minimo,  diciamo occhio e croce 1, massimo 2 millimetri,  ma ora sono tornati come indicato nel manuale.
Però mi è sorto un dubbio:  i valori dei null point sono dei MUST o possono essere modificati in base alle proprie preferenze?  Per esempio se io voglio il minimo di errore nella parte centrale del disco,  ovvio che cerco il parallelismo perfetto dimando in modo diverso dai null point consigliati...
Per cui:  è sempre la cosa migliore seguirli alla lettera,  secondo voi?
Anche perchè,  da quel che so,  molti usano dime "generiche" che consigliano una misura standard (tipo quella contenuto nel disco test di hifi news),  mentre se io guardo le istruzioni dei vari bracci,  sono spesso differenti, ed occorre una dima specifica come quella che ho io di AUdioReview,  con tutte le misure intermedie tra 50 e 150 mm...
ps:  se io per esempio volessi ascoltare nel migliore dei modi LA PARTE INTERNA DI UN DISCO,  solo e soltanto quel brano,  sarebbe giusto dimare un parallelismo perfetto ben al di sotto del minimo consigliato,  giusto?
Grazie,
Max
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Messaggio Da lalosna il Ven Ago 23 2019, 10:20

@maxnalesso ha scritto:Ciao,
come sempre vale più la pratica della grammatica  Embarassed 
Intendo:  ieri mentre ascoltavo un LP con una incisione molto vasta,  ovvero con solchi che arrivano molto all'interno,  mi sono accorto di un eccesso di distorsione negli ultimi 5 minuti del disco...
Vabbè,  per sicurezza controllo la dimatura, ed effettivamente mi sono accorto che i null point (tarati ormai da circa 1 anno) non corrispondevano più perfettamente,  ma c'erano delle leggere discrepanze.
Ho ritarato il braccio, dato che purtroppo sullo SME III ho lo shell fisso e la dimatura si fa spostanto tutto il braccio sulla basetta, e per rimettere i null point corretti (66 - 121) ho fatto uno spostamento veramente minimo,  diciamo occhio e croce 1, massimo 2 millimetri,  ma ora sono tornati come indicato nel manuale.
Però mi è sorto un dubbio:  i valori dei null point sono dei MUST o possono essere modificati in base alle proprie preferenze?  Per esempio se io voglio il minimo di errore nella parte centrale del disco,  ovvio che cerco il parallelismo perfetto dimando in modo diverso dai null point consigliati...
Per cui:  è sempre la cosa migliore seguirli alla lettera,  secondo voi?
Anche perchè,  da quel che so,  molti usano dime "generiche" che consigliano una misura standard (tipo quella contenuto nel disco test di hifi news),  mentre se io guardo le istruzioni dei vari bracci,  sono spesso differenti, ed occorre una dima specifica come quella che ho io di AUdioReview,  con tutte le misure intermedie tra 50 e 150 mm...
ps:  se io per esempio volessi ascoltare nel migliore dei modi LA PARTE INTERNA DI UN DISCO,  solo e soltanto quel brano,  sarebbe giusto dimare un parallelismo perfetto ben al di sotto del minimo consigliato,  giusto?
Grazie,
Max
Le dime generiche sono necessariamente una media, approssimate, un buon passo avanti sarebbe stamparsene una calcolata sul proprio braccio, come puoi fare, ad esempio, sul sito di Vinyl engine.
E poi naturalmente su tutto fa premio il tuo orecchio Dimatura testina:  i null point 625723


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Messaggio Da lalosna il Ven Ago 23 2019, 10:35

@lalosna ha scritto:
Le dime generiche sono necessariamente una media, approssimate, un buon passo avanti sarebbe stamparsene una calcolata sul proprio braccio, come puoi fare, ad esempio, sul sito di Vinyl engine.
E poi naturalmente su tutto fa premio il tuo orecchio Dimatura testina:  i null point 625723
Risposta al Ps:
In questo caso saresti obbligato ad usare uno dei tool o farti un foglio excel che ti dia i due null points del tuo braccio per gli esatti punti di inizio e fine della parte di solco che ti interessa...
Mooolto lavoro..... Dimatura testina:  i null point 999153


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Messaggio Da heartbreaker il Ven Ago 23 2019, 14:38

Le geometrie sono ben statuite da molto tempo ed i costruttori devono solo decidere quale adottare. In realtà riempire di solchi il vinile è comunque sbagliato e non è detto che dimare per la minore distorsione agli estremi del disco porti ad un miglioramento generale. Se non ricordo male lo SME è progettato sulla geometria di Baerwald.
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Messaggio Da FineMind il Ven Ago 23 2019, 15:54

Ci sono talmente tanti fattori di cui tenere conto che una sola scelta non può soddisfare tutte le limitazioni intrinseche. Se siamo certi sul diametro esterno, inizio disco, non possiamo esserlo su quello interno, i dischi differiscono molto in questo senso quindi una dimatura a due punti ricshia di essere regolata per zone del disco spesso neppure incise, per non parlare poi dell'errore di centratura del foro che annulla ogni fatica fatta.
Spesso i costruttori, SME tra questi allegano dime con un solo punto nullo, consci della precarieta ed inutilità sotto certi aspetti di regolazioni più accurate.
Io ho una dima che consente la regolazione su tutte e tre le geometrie utilizzate, Baerwald, Lofgren e Stevenson ed ho sempre utilizzato la Baerwald con tutti i bracci che ho avuto da 9 con discreti risultati.
Forse il genere che più risente del problema è la classica dove spesso sul finire troviamo i "crescendo" ma non è un genere che prediligo.
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Messaggio Da pepe57 il Ven Ago 23 2019, 16:34

@maxnalesso ha scritto:Ciao,
come sempre vale più la pratica della grammatica  Embarassed 
Intendo:  ieri mentre ascoltavo un LP con una incisione molto vasta,  ovvero con solchi che arrivano molto all'interno,  mi sono accorto di un eccesso di distorsione negli ultimi 5 minuti del disco...
Vabbè,  per sicurezza controllo la dimatura, ed effettivamente mi sono accorto che i null point (tarati ormai da circa 1 anno) non corrispondevano più perfettamente,  ma c'erano delle leggere discrepanze.
Ho ritarato il braccio, dato che purtroppo sullo SME III ho lo shell fisso e la dimatura si fa spostanto tutto il braccio sulla basetta, e per rimettere i null point corretti (66 - 121) ho fatto uno spostamento veramente minimo,  diciamo occhio e croce 1, massimo 2 millimetri,  ma ora sono tornati come indicato nel manuale.
Però mi è sorto un dubbio:  i valori dei null point sono dei MUST o possono essere modificati in base alle proprie preferenze?  Per esempio se io voglio il minimo di errore nella parte centrale del disco,  ovvio che cerco il parallelismo perfetto dimando in modo diverso dai null point consigliati...
Per cui:  è sempre la cosa migliore seguirli alla lettera,  secondo voi?
Anche perchè,  da quel che so,  molti usano dime "generiche" che consigliano una misura standard (tipo quella contenuto nel disco test di hifi news),  mentre se io guardo le istruzioni dei vari bracci,  sono spesso differenti, ed occorre una dima specifica come quella che ho io di AUdioReview,  con tutte le misure intermedie tra 50 e 150 mm...
ps:  se io per esempio volessi ascoltare nel migliore dei modi LA PARTE INTERNA DI UN DISCO,  solo e soltanto quel brano,  sarebbe giusto dimare un parallelismo perfetto ben al di sotto del minimo consigliato,  giusto?
Grazie,
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Ciao Max,
se guardi in appunti analogici vedrai che esistono diverse norme relative ai Null Points.
Se si parte dal presupposto di una incisione che termina molo vicina all' etichetta (come era frequente in passato) allora potresti usare quanto suggerito dalle norme DIN.
Te le riporto per tua comodità, ma ricorda che si tratta sempre di calcoli empirci in quanto non si può mai sapere dove esattamente terminerà il solco.
Un suggerimento spannometrico è: se possiedi molti LP datati (specie di classica) le norme DIN dovrebbero meglio adattarsi alle tue esigenze.
Ma anche se tu ti calcoli i null points in base al braccio e ad una "media" di quello che percepisci durante gli ascolti dei vari LP puoi trovare una soddisfazione.
sunny sunny sunny

DIN -----                      63.1          ----               119.2 

A mio avviso, quando si dispone di più basi e/o bracci, l' ideale è settarli con Null Points diversi in modo da usare il braccio meglio regolato in base al disco che si userà.

sunny sunny sunny


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Messaggio Da terlino il Mer Set 04 2019, 06:23

Purtroppo non capisco perché dopo la prepotente rinascita dell'analogico i bracci tangenziali siano sempre una piccolissima parte.
Oggi che abbiamo giradischi con costi da villa a Portofino non capisco perché non si sia sviluppata la ricerca sul tangenziale.
O forse lo capisco, costruire un giradischi da 200.000 Euro e molto più semplice che progettare un tangenziale veramente efficente.
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Messaggio Da martin logan il Mer Set 04 2019, 09:08

Dimatura testina:  i null point 704751 In effetti non sarebbe male poter scegliere ... senza essere milionari $$$ Dimatura testina:  i null point 921419
Avevo addocchiato sul sito FR Le bon coin  1 tangenziale Clearaudio, sembrava nuovo e chiedevano 1500 euro.
Solo addocchiato - però, non ho mai approfondito per paura di cedere e comprarlo.
Pensando a quanto chiedono per un braccio Linn o Rega, non era fuori dal mondo ... BYE
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Messaggio Da terlino il Mer Set 04 2019, 09:25

Purtroppo i tangenziali attualmente in vendita sono chi più chi meno affetti da problemi.
Ci vorrebbe la passione del 70 e 80 quando anche i numeri erano ben altri.
Oggi molto più semplice fare un giradischi da miliardario. Lo potrei fare anche io. O meglio direi al mio ingegnere come deve essere.
Invece per un tangenziale non saprei manco da dove cominciare.
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Messaggio Da FineMind il Mer Set 04 2019, 10:43

@terlino ha scritto:Purtroppo i tangenziali attualmente in vendita sono chi più chi meno affetti da problemi.
Ci vorrebbe la passione del 70 e 80 quando anche i numeri erano ben altri.
Oggi molto più semplice fare un giradischi da miliardario. Lo potrei fare anche io. O meglio direi al mio ingegnere come deve essere.
Invece per un tangenziale non saprei manco da dove cominciare.
Non solo è più semplice, ma è ciò che richiede il mercato e un bisogno non si crea ma si soddisfa, tranne rari casi di visionari che hanno saputo anticipare e guidare le scelte in genere si cerca di soddisfare una domanda già esistente e oggi sono principalmente due, un gira economico per la nuova moda soprattutto giovanile e squattrinata di dischi in vinile, oppure il lusso più esasperato inteso proprio come ostentazione fine a se stessa di meccaniche sontuose e con finiture di gran pregio che nella sostanza non costituiscono innovazione in campo meccanico ma solo esasperazione di concetti di ben più facile risoluzione.Un tangenziale con gli sviluppi della meccanica odierna potrebbe facilmente superare tutti i limiti che fino ad oggi lo hanno distinto, però ci vorrebbero anche dischi "perfetti" dal punto di vista meramente meccanico realizzativo, come planarità, centratura, spessori, larghezza solchi, ecc.
Poi non sarebbe possibile l'impiego delle testine di vecchia concezzione, in quanto anch'esse adrebbero riprogettate per il nuovo sistema e il gioco di sostituire e collezionare testine anche vintage finisce, per non parlare di avere più bracci sullo stesso gira, vade retro, per una "macchina" di precisione con tolleranze centesimali, cosa possibilissima da realizzare oggi con costi accessibili, sarebbe assolutamente inconcepibile.
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Messaggio Da terlino il Mer Set 04 2019, 11:02

Infatti, oggi o robetta da vendere ai giovanotti o cose miliardarie che non servono a nulla se non ad ostentare.
D'altra parte ormai i numeri parlano chiaro, io iniziassi oggi andrei di casse attive e streaming
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Messaggio Da pepe57 il Ven Set 06 2019, 18:53

@martin logan ha scritto:Dimatura testina:  i null point 704751 In effetti non sarebbe male poter scegliere ... senza essere milionari $$$ Dimatura testina:  i null point 921419
Avevo addocchiato sul sito FR Le bon coin  1 tangenziale Clearaudio, sembrava nuovo e chiedevano 1500 euro.
Solo addocchiato - però, non ho mai approfondito per paura di cedere e comprarlo.
Pensando a quanto chiedono per un braccio Linn o Rega, non era fuori dal mondo ... BYE
A mio avviso: dipende dal modello, ma i "piccoli" Clearaudio (quelli molto simili se non del tuttouguali agli originali Triquartz) avevano troppi giochi meccanici e non è che rappresentassero una gran soluzione.
Nel nuovo economico, meglio, a parer mio, oggetti tipo i Poul Ladegaard (il "vecchio" Terminator o il nuovo con il "binario" invertito) oppure nel campo dell' usato se non si vogliono pompe ad aria in giro (ma serve un po' di pazienza per regolarli) i vecchi Goldmund T3F, o Pierre Lurné SL5 (su idea Rabco) oppure, se sia accettano pompe ad aria Eminent Tecnology Et2/2.5.
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Messaggio Da martin logan il Sab Set 07 2019, 08:57

Non ricordo bene il modello, anche perché l'annuncio ora è stato rimosso. Dalle foto sembrava un TT3 ma posso sbagliare.
Tra gli altri che citi andrei sugli Eminent.
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Messaggio Da AndreaL il Mer Feb 26 2020, 23:26

pensa che per esigenza ho dimato una testina sferica ottimizzandola "solo" per i 7 pollici a 45 giri... chiaramente poi sugli LP non ci siamo... ma ho ottenuto quello che volevo ovvero digitalizzare al meglio un pacco di 45 giri nel migliore dei modi.
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Messaggio Da zulele il Ven Feb 28 2020, 10:27

domanda: i tangenziali hanno problemi di manutenzione, particolare delicatezza, affidabilità nel tempo ?

lo chiedo perché una volta avevo visto un gira con braccio tangenziale in un negozio (era un usato che avevano in vendita, non ricordo marca nè modello) e avevo chiesto informazioni; il negoziante mi aveva risposto di essere prudente coi tangenziali, perché a fronte degli indubbi vantaggi in termini di allineamento, a suo dire sarebbero estremamente sensibili a fattori esterni minimi che li porterebbero a malfunzionamenti e affini.
diceva che gliene arrivavano abbastanza spesso da riparare -in relazione ai numeri di vendita che possonoa avere avuto quei bracci.
"basta un granello di polvere" (ipse dixit).
per questo motivo non ho mai approfondito il discorso, e avevo dato per scontato, nella mia testa, che per lo stesso motivo fossero pochissimi i tangenziali sul mercato.

c'è del vero in quel che diceva, secondo voi ?


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Messaggio Da AndreaL il Ven Feb 28 2020, 10:38

Il dubbio che ho sui tangenziali è quando si riproduce un LP non perfettamente centrato, fate caso se con alcuni dischi la testina e braccio “ondeggiano” durante la riproduzione. Un piatto normale non ha difficoltà a seguire il solco. Capita con stampe anni 70, anni 80.... stampe italiane.. io ne ho parecchie. Forse le 180 grammi moderne hanno meno questo problema... ma non ho mai avuto un tangenziale pertanto è solo un dubbio che mi rimane
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Messaggio Da ermes pecchinini il Ven Feb 28 2020, 10:42

sul tema generico del post metto un link che potrebbe aiutare qualcuno, sono una serie di bracci (molti vintage) con relativi null point.
http://www7a.biglobe.ne.jp/~yosh/armdata.htm
Come da molti sottolineato, sono sempre medie, si spera più possibili precise ma pur sempre delle medie
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Messaggio Da carloc il Ven Feb 28 2020, 10:54

Grazie Ermes, molto interessante.


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Messaggio Da pepe57 il Ven Feb 28 2020, 15:01

I bracci tangenziali non sono fragili nel senso che non basta di certo un granello di polvere per rovinarli.
Però, potrebbe bastare un granello di polvere per modificarne il buon funzionamento (e quindi richiedono una grande pulizia).
Per quanto riguarda i dischi decentrati, è vero che il tangenziale, che ha il grande merito di non subire forze di pattinamento che "spingono" braccio e testina verso il centro (e quindi "tengono" lo stilo sempre da un lato senza passare dal punto zero pur ondeggiando in base alla decentratura del disco) ha il difetto che, in caso di LP decentrato, sposta le forze sullo stilo da dx a sx passando per lo zero.
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Messaggio Da AndreaL il Ven Feb 28 2020, 22:33

Quindi il tangenziale andrebbe bene ma a patto di pulizia e dischi immacolati e ben selezionati. Non ho mai sentito nessuno verificare la centratura del disco ai mercatini... eppure ho parecchi dischi non perfetti da questo punto di vista. probabilmente lo scarso successo penso sia proprio per questi motivi, quindi pregi/difetti il compromesso è il classico braccio regolato al meglio
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Messaggio Da alanford il Dom Mar 01 2020, 15:03

sui gira italianissimi della vyger vedo montati dei tangenziali ma nulla so sulla loro qualita'


Ultima modifica di alanford il Dom Mar 01 2020, 15:45, modificato 1 volta
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Messaggio Da massimermeticon il Dom Mar 01 2020, 15:08

@pepe57 ha scritto:I bracci tangenziali non sono fragili nel senso che non basta di certo un granello di polvere per rovinarli.
Però, potrebbe bastare un granello di polvere per modificarne il buon funzionamento (e quindi richiedono una grande pulizia).
Per quanto riguarda i dischi decentrati, è vero che il tangenziale, che ha il grande merito di non subire forze di pattinamento che "spingono" braccio e testina verso il centro (e quindi "tengono" lo stilo sempre da un lato senza passare dal punto zero pur ondeggiando in base alla decentratura del disco) ha il difetto che, in caso di LP decentrato, sposta le forze sullo stilo da dx a sx passando per lo zero.
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il problema dischi decentrati dovrebbe porsi anche con i bracci non tangenziali, o no ?
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Messaggio Da pepe57 il Dom Mar 01 2020, 16:41

Si, il problema di base è lo stesso quando vengono letti questi dischi..

Ma tu pensa ad una testina ed immagina che il cantilever a riposo sia nel punto "zero/centro/neutro".

Un braccio tangenziale avrà un movimento dx-sx-dx che provocherà lo spostamento della forza di pressione dello stilo all' interno del solco (con un andamento contrario sx-dx-sx) passando per un punto "zero/centro/neutro" e quindi muovendo il cantilever continuamente dx - 0 - sx - 0 - dx e quindi sollecitandone con il movimento la sospensione (anche perché la massa inerziale orizzontale di un tangenziale è più importante, di solito, di quella di un imperniato).

Un braccio imperniato (che di suo naturalmente "tira" verso il centro del disco) avrà anche lui un movimento dx-sx ma lo stilo tenderà a premere sempre verso il centro (sx) quindi semplicemente avremo una usuale ed una diminuzione della pressione dello stilo sempre e comunque verso  sx. Il cantilever quindi non si muoverà da sx a dx, semplicemente starà a sx con maggiore o minore pressione
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