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la costruzione di un amplificatore a valvole ideale - Page 2
Il Gazebo Audiofilo

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    la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

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    mariovalvola
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  mariovalvola on Wed Dec 20, 2017 9:39 pm

    cheers cheers
    E' più divertente l'articolo dello schema che presenta, comunque, parecchi spunti di vera riflessione Embarassed
    Tutt'altro che banale, e casual.  Molto elegante l'alimentazione, Intrigante e "lisergica".
    La logica di andare al contrario la trovo assolutamente condivisibile e da me adottata da anni.
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  phaeton on Wed Dec 20, 2017 10:21 pm

    Mario: spunti as usual eccellenti. ovviamente la mia era una provocazione per far ripartire la discussione Laughing in generale l'idea era di avere un ampli massimamente lineare con meno distorsione possibile e massima dinamica (i.e. come piace a me ), possibilmente senza nfb (nel caso specifico neppure locale), ecco perche' ho proposto lo schema. inoltre dovrebbe essere semplice anche per un principiante come me, e con componenti di facile e immediata reperibilita', anceh se di qualita' (e pero' forse un filo costosetti per un primo progetto)

    Heartbreaker: i 14W sono la potenza massima sopportabile dal trafo in quella configurazione, la 2A3 e' polarizzata per dare intorno a 2W con 5.6k, la 6J5 e' una mia idea in quanto in cuffia non mi serve un gain troppo alto, e per esperienza pilota molto bene la 2A3 (anche se in diverso circuito ci piloto anche una HE6)... non ho capito il discorso del disadattamento, i 16ohm sono solo una semplificazione del rapporto di trasformazione, dato che il carico previsto e' da 20ohm in su dovrebbe andar bene (d'altronde se pensiamo a come varia il modulo di un normale diffusore.....), e piu' e' alto il carico "vero" della cuffia e meno distorsione/potenza avro', con pero' maggiore controllo (retta di carico dinamica piu' orizzontale)..... l'alimentazione dei filamenti cosi' come la polarizzazione delle 2A3 e' descritta nella parte in basso (si, concordo che e' un modo strano di riportarla in schema....)
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  mariovalvola on Thu Dec 21, 2017 7:43 am

    Comunque l'ampli single ended, per come è stato mantenuto vivo, è un oggetto che se ne frega dei parametri classici che ci hanno venduto per anni come indicatori di qualità.
    Valutare un single ended in quest'ottica sarebbe pertanto un errore prospettico.
    Quindi, dal mio punto di vista, per superare l'impasse, potresti anche considerare un pushpull di 45 EML
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  phaeton on Thu Dec 21, 2017 8:23 am

    ho ascoltato e avuto diversi pp, 300B ma anche KT88, EL34, 6V6. alcune cinesate, alcuni di marca storica. ho ancora in cantina un pp "monstre" di un artigiano tedesco derivato da un progetto vtl con 8 tubi EL34. e' una tipologia di ampli che non mi ha mai appassionato, forse perche' ho sempre scelto male.

    viceversa i se mi sono piaciuti subito. certo, nell'accezione tipica media che si trova sul mercato non mi piace del tutto (per tirare fuori potenza si sbrodola la gamma bassa e per risparmiare sul trafo si annacqua la gamma alta, per applicare gnfb si usano stadi multipli che appiattiscono e sporcano il risultato), ma con gli accorgimenti del caso (doppio stadio a triodo, carico induttivo per la driver, carico anodico alto, trafo adeguato, no GNFB) e il tubo giusto (la 2A3 mi sta dimostrando di essere un tubo eccezionale rispetto a come piace ascoltare a me, grazie soprattutto alla R di placca cosi' bassa) e' il mio fit perfetto. la mia idea era di massimizzare questa esperienza, tenendo la 2A3 oppure andando sulla 45, ma mantenendo le caratteristiche sopra......

    certo sarebbe bello sperimentare, ma il tempo e la possibilita' sono sempre tiranni per questo visto che sul mercato non riesco a trovare la combinazione giusta, e visto che il franzoso non mi vuole dare retta (ormai e' partito per la tangente, si e' talebanizzato su alcune soluzioni che non condivido), potrei investire un po' dello scarso tempo che ho per realizzare un progetto che senza sperimentare so che puo' essere superiore ai miei attuali 300B e 2A3. altrimenti ci rinuncio, non per mancanza di volonta' o desiderio, ma per necessita' pratica.
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  mariovalvola on Thu Dec 21, 2017 9:17 am

    Con calma mi racconterai delle propensioni talebana del tuo artigiano francese.
    Hai la cultura e la voglia. Buttati nell'autocostruzione. Non spenderai necessariamente meno ma ti divertirai mooolto di più.
    Se è la 2A3 in single che ti soddisfa a prescindere dai reali dati strumentali, siamo sulla buona strada. Se non ricicli il trasfo in amorfo che hai, valuta, oltre a Lundahl, che avvolge su amorfo con anche filo in Ag, la ISO (ex Hirata Tango).
    Metti insieme uno stadio finale congruo e dopo ragioniamo sulle opzioni percorribili per il driver. Questo approccio ovviamente può funzionare solo se ragioni per blocchi funzionali precludendoti circuiti più complessi (DRD, Loftin-White). Avvolgere 4 trasformatori di alimentazione in grado di seguirti in ogni prossima perversione e 4 induttori di alimentazione non ti impegna molto economicamente.
    Un pushpull di 2A3 realizzato in modo serio, non c'entra nulla con i soliti bestioni
    Certo, se Gian avesse in casa un OTL di GCM dovresti andarlo a sentire. A prescindere dai miei più radicati convincimenti su dht e quant'altro,
    L'esperienza sarebbe da fare.

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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  phaeton on Thu Dec 21, 2017 10:23 am

    As usual approccio condivisibile e molto saggio sunny sunny

    ormai ascolto solo il 2A3 (caricato a 6.6k con in trafi in amorfo e primario in argento), non che il 300B sia male, anzi e' stupendo, ma e' piu' "romantico" mentre il 2A3 e' ...come dire..."romanticamente cerebrale" sunny sunny con un paragone irriverente (e magari non adatto al periodo, ma e' quello che mi pare piu' azzeccato) e' come quando una donna ti incendia le "parti basse" mentre un'altra ti accende sia le "parti basse" che il cervello entrambe le esperienze sono incredibili, ad alcuni piace di piu' una ad altri l'altra l'ideale 'e averle entrambe e scegliere al momento Laughing Laughing

    non mi vorrei spostare troppo da qui, quindi a naso ancora 2A3 (magari la Mesh di EML oppure una nos single plate di qualita', invece che la EML single plate reissue della vecchia RCA che ho ora) o 45. per i trafi pensavo a Lundahl, Hashimoto o Tango. il resto, da scoprire  intanto ho tolto dalla polvere il cd di microcap che usavo ai tempi e l'ho aggiornato, ero abbastanza bravino e ho visto che le nuove versioni hanno librerie di componenti notevoli, incluse le valvoline sunny sunny ora vediamo di riprenderci un po' la mano, poi si parte con le simulazioni per capire bene cosa fare rispetto a cosa voglio ottenere sunny sunny
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  mariovalvola on Thu Dec 21, 2017 10:32 am

    Mapelli di Nor-se è abituato a seguire i miei deliri sui ferri di alimentazione.
    È bravo e molto preciso.
    I simulatori sono comodi per sbrogliare alcune criticità.
    Mi piacerebbe che tu provassi, quando sarai attrezzato qualche tubo driver dht
    La LP2, La L610 e la RE084 potrebbero regalarti un ulteriore livello di libidine.
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  phaeton on Thu Dec 21, 2017 10:47 am

    le driver dht sono sempre state una curiosita', ad esempio a suo tempo chiesi al franzoso (prima che si radicalizzasse in modo talebano sulla sua idea di perfezione ) di pensare un ampli con EML 20A Mesh + EML 2A3 MEsh o 45.....
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  mariovalvola on Thu Dec 21, 2017 11:03 am

    Per simulare le alimentazioni utilizza PSUD 2. Lo trovi nel sito di Duncan.
    http://www.duncanamps.com/psud2/index.html
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  phaeton on Thu Dec 21, 2017 12:21 pm

    denghiu'
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  phaeton on Fri Jan 05, 2018 8:05 pm

    .... continuo qui in modo a tenere il thread allineato e possibilmente dare spunti a chi volesse intervenire in questo "GazebinoAmp" (per cuffie Laughing )

    allora, come scrivevo in altro thread, ho sperimentato un regolatore switching sulle driver (6J5, 6.3V) con risultati interessanti. oggi sfruttando l'ultimo giorno di liberta' ho deciso di provare anche ad accendere le 2A3 con questa schedina.

    premessa: ho scelto un regolatore affidabile ed economico, niente chippini supermegafighi, un semplice XL4015E1, che ha diversi vantaggi per l'uso che ne volevo fare: regolazione a partire da 1.25V, capacita di gestire fino a 5A, ripple relativamente contenuto (ma mi interessava poco visto che sara' ampiamente fuori banda), freq switching fissa a 180kHz. in particolare l'ultimo parametro l'ho scelto in modo specifico, gli ultimi regolatori per aumentare l'efficenza variano in modo quasi continuo la freq di switching, e possono scendere parecchio anche fino ai 50kHz, con potenziali problemi di intermodulazione in banda audio. siccome non mi serve nel mio caso una efficenza mostruosa, meglio freq fissa e molto alta.
    http://www.xlsemi.com/datasheet/xl4015%20datasheet.pdf

    ok, schedina provata, e... biiiiiiiiiingo sunny sunny niente hum, nessun rumore, nessuna intermodulazione, neppure con la D7200 (25 ohm, 105db) usata dal tap a 600ohm e il tutto con un accrocchio alla membro di segugio, due filacci volanti e un paio di ali da 20va con relativi ponti solo un cap in uscita dalla schedina da 2200uF

    ok, penso di aver risolto il problema dei filamenti per l'ampli che andro' a sperimentare e sono sempre piu' convinto che faro' lo stesso con l'anodica........ ovviamente con una schedina diversa, devo trovare un regolatore dc-dc hv che sia affidabile ed economico.

    peccato sia molto difficile finalizzare la modifica sugli ampli del franzoso, sicuramente no sul 2A3, troppo casino, dovrei smontare mezzo ampli per fare la modifica in modo definitivo.... forse il 300B, ma li non c'e' hum ne rumore, quindi sarebbe anche inutile.... umh..... ci pensero' alle prossime vacanze magari........

    quindi direi che il (mio) progetto prende forma, 2A3 o 45 (sorry Mario, ho googlato un po' su PX4 et similia, ma e' veramente impossibile trovare qualcosa per sperimentare......... magari quando avro' preso la mano.......), driver 6J5 (ne ho tante, e il guadagno e' per quello che ci devo fare piu' che sufficiente), OPT Lundahl o il Monolith di Mario, carico anodico della driver Lundahl.

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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  mariovalvola on Fri Jan 05, 2018 9:02 pm

    E' importante che i primi test possano essere incoraggianti. E' sempre il volano migliore per proseguire.


    Last edited by mariovalvola on Fri Jan 05, 2018 9:19 pm; edited 1 time in total
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  mariovalvola on Fri Jan 05, 2018 9:17 pm

    Sperimenta con 2A3 cinesi. Le versioni B e C, sono robuste e versatili e non hanno i problemi delle due sezioni in parallelo che arrotondano il suono come nelle biplacca d'epoca (6B4 e 2A3).
    Non è assolutamente necessario incaponirsi sui tubi estremi. Quando sarai arrivato a un risultato che riterrai congruo, avrai modo di andare oltre.
    Io sono di un'altra epoca e ho avuto un poco di fortuna in un momento favorevole.
    Alle fiere come Novegro, Vimercate e dal già nominato rottamaio di Tortona, trovavi a prezzi onesti delle meraviglie.

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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  phaeton on Fri Jan 05, 2018 9:22 pm

    si, l'idea e' proprio quella, usare dei tubacci cinesi o russi, che pero' mi possano dare indicazioni sulla strada progettuale corretta, per poi andare su tubi EML o simili sunny sunny

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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  phaeton on Sat Jan 06, 2018 12:35 pm

    rispondo in chiaro....

    la schedina che ho usato per gli esperimenti e' questa:
    https://it.aliexpress.com/item/Free-Shipping-Electrolytic-capacitor-50v2200uf-50V2200-50PCS/1258173179.html?spm=a2g0y.10010108.1000016.1.626e17fbTOZSMd&isOrigTitle=true

    mentre per l'ampli usero' quest'altra che consente anche la regolazione della corrente:
    https://it.aliexpress.com/item/5A-Lithium-Charger-Step-down-5A-5V-32V-to-0-8V-30V-Power-Supply-Module-LED/2055097301.html?spm=a2g0y.10010108.1000016.1.1d46e751oSxKKr&isOrigTitle=true

    occhio, una precisazione: sono noti gli effetti deleteri sulle performance audio di una regolazione lineare (LT1084 et similia), questa schedina lavora in modo completamente diverso sfruttando il principio del buck (in pratica un ali switching) e a quanto ho ascoltato nella veloce prova e' indistinguibile dalla alimentazione in DC a pigreco (a parte l'hum).
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  mariovalvola on Sat Jan 06, 2018 12:57 pm

    Interessante. Sono critici da usare?
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  phaeton on Sat Jan 06, 2018 1:14 pm

    no, l'unica accortezza e' montare il radiatore e verificare le tensioni con un tester digitale ben tarato. sono anche molto affidabili, e sicuramente stressano meno l'ali (perche' non dissipano in calore la regolazione)

    ieri ho fatto anche qualch misura, hum con il pigreco (a vuoto) circa 1mV , hum con il regolatore non misurabile (cioe' sotto 0.1mV)
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  phaeton on Thu Jan 18, 2018 2:12 pm

    allora, riprendiamo il discorso... in attesa del telaio (shippato il 3 gennaio, ancora non risulta neppure preso in carico da poste... mah...) ho provato a fare un paio di simulazioni e calcoli grafici....

    il punto fermo direi che puo' essere il tubo finale: 2A3. abbastanza diffuso da essere reperibile sia in modalita' "cinese" sia in modo serio, con caratteristiche ottime (in particolare la Rp che non costringe a salti mortali sull'OPT) e potenza sufficiente per il 90% delle cuffie in giro.

    dopo aver giocato una decina di gg con le caratteristiche anodiche e microcap, ho scelto come punto di lavoro 240V, 60mA, (Vg circa -42V) con un carico di 5000ohm. questo perche' cosi' si possono usare i trafi da scaffale a 2500/16 con cuffie da 32ohm in su. se si vogliono usare cuffie con carico inferiore (es D7200) forse e' meglio scegliere un 3000/16 o anche superiore, a discapito della potenza massima ottenibile. altro punto a favore, lo stadio driver non deve essere ipervitaminico, con un ingresso 2Vrms basta un gain di meno di 20.

    in media usando varie caratteristiche anodiche (EML MESH, RCA originale, JJ) si ricava:
    Pout circa 2W
    Rp < 1k
    D2@Pout circa 2%
    D2@1W circa 1%
    che essendo valori senza nessun NFB mi paiono eccellenti. il punto di lavoro scelto inoltre permette di usare qualunque 2A3, anche le monoplacca da 15W e la EML Mesh da 17W.

    con Ia e Rp vediamo che OPT usare. in primis decido di usare uno schema a 3 poli (driver, cond, finale). ho anche pensato ad un due poli (driver e finale accoppiate direttamente) usando delle Ox3 sul catodo della 2A3 per alzare opprtunamente la Vk, ma preferisco non introdurre per ora troppe complicazioni, magari in un progetto futuro.
    quindi per avere una f-3db complessiva decente scelgo di avere ogni polo a meno di 5Hz (-3db a 15Hz, -1db a 30Hz). il che comporta una induttanza primaria almeno di 32H. non bassa, ma neppure impossibile (anche considerato che l'ho calcolata a 1k di Rp, ma ad esempio la EML e' sicuramente piu' vicina a 800)
    ergo, serve un OPT da 60mA e circa 32H. un buon candidato e' il LL1623/60mA, che ha 46H e puo' essere chiuso a 5.6k o 3k, e regge 270Vrms a 30Hz (con il punto di lavoro scelto si hanno circa 300Vpp). ma ovviamente si accettano consigli.... soprattutto Marieschi     (che siano pero' "umani"  per costo e reperibilita'   )

    polarizzazione automatica con una Rk di qualita' migliore possibile. niente feedback "esplicito", volendo un po' di LNFB in bassa freq sul bypass scegliendo in modo opportuno il valore in funzione di Rk.

    alimentazione anodica CLCLC o meglio se gli spazi non sono un problema CLC(LCright+LCleft), raddrizzatrice GZ34 o GZ33 (ne ho tante   ) cosi' si ha pure il vantaggio di un soft start "implicito" dell'anodica. primo cap determinato dal datasheet del tubo, max 60uF, direi il solito 47uF.
    servono circa 282V di anodica, quindi direi di partire da 300-0-300. con 47uF e circa 140mA (60+60+ "20 ipotetici") significa circa 9V di ripple residuo, da abbattere con gli stadi seguenti (direi L=10H, C2=C3=47u con un C4 in parallelo a C3 da 500u). tutti i cap 47u mkp (SCR o Mundorf non costano tantissimo) o carta olio, il cap 500u ovviamente elettrolitico (JJ o Cerafine)

    ali quindi 300-0-300 200mA, 2x 6,3 3A, 1x 6,3 1A, 1x 5 3A

    ok, mi pare tutto, ora restano driver e filamenti. ci penso su. nel mentre mi ordino i pezzi per quanto gia' deciso, cosi' inizio a sperimentare sul campo (per i filamenti per ora usero' il buck gia' comprato).
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  heartbreaker on Thu Jan 18, 2018 7:22 pm

    phaeton wrote:allora, riprendiamo il discorso...

    alimentazione anodica CLCLC o meglio se gli spazi non sono un problema CLC(LCright+LCleft), raddrizzatrice GZ34 o GZ33 (ne ho tante   ) cosi' si ha pure il vantaggio di un soft start "implicito" dell'anodica. primo cap determinato dal datasheet del tubo, max 60uF, direi il solito 47uF.
    servono circa 282V di anodica, quindi direi di partire da 300-0-300. con 47uF e circa 140mA (60+60+ "20 ipotetici") significa circa 9V di ripple residuo, da abbattere con gli stadi seguenti (direi L=10H, C2=C3=47u con un C4 in parallelo a C3 da 500u). tutti i cap 47u mkp (SCR o Mundorf non costano tantissimo) o carta olio, il cap 500u ovviamente elettrolitico (JJ o Cerafine)

    ali quindi 300-0-300 200mA, 2x 6,3 3A, 1x 6,3 1A, 1x 5 3A

    Mi sembra un po' ottimistica la valutazione di 9 v di ripple, direi che siamo più vicini ai 15V.
    Poichè l'ampli sarà in classe A la specifica del secondario HT del TA a 200mA la trovo troppo tirata, diciamo che 300 mA potrebbero andare meglio. Soprattutto se non vuoi fare un dual mono.
    Comunque prevederei di alimentare i filamenti delle 2A3 e delle driver con trasformatori separati da quello della anodica. C'è solo da guadagnarci, soprattutto se vorrai alimentarli in continua.
    1/2 cent.
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  phaeton on Thu Jan 18, 2018 8:12 pm

    umh... ragioniamoci un po' su.

    per il ripple, sui sacri testi trovo che con un 300-0-300 Veff (424 Vcc) avro' a valle della GZ34 circa 355 Vcc (ho preso a riferimento il datasheet Mullard @140mA). utilizzando la formula precisa per C1 trovo 1 / (2*sqrt3 * 2f * Rtot * Vripple%) = 45.5uF per Rtot=355/140mA e Vripple=2.5%. quindi con 47uF mi aspetto qualcosa meglio di 9V. tu hai altri riferimenti per questo calcolo?

    per l'ali, sono in generale d'accordo che piu' ce n'e' meglio e', cercavo di essere largo ma con realismo. l'ampli nel suo complesso assorbira' dall'HT in media 2x 60mA + 2x 10mA (e' una stima su un ipotetico driver 6J5) cioe' i 140mA usati nel conto sopra. con 200mA ho un margine ancora decente, ma sono d'accordo che 300mA puo' essere anche meglio.

    per i filamenti, si l'idea e' in cc per tutti con un coleman o un buck, avevo pensato ad un trafo separato per i filamenti, pero' gia' cosi siamo a 1 ali + 3 ind anodica + 2 opt + 2+2 ind anodica driver (non l'ho detto ma l'idea e' di caricare le driver a induttore) + i cond mkp che non sono piccolissimi, pero' sono d'accordo che in una ottica di "best solution" e' meglio. diciamo che su questo lascio liberta' di voto a chi vorra' implementare il progetto
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  mariovalvola on Thu Jan 18, 2018 8:53 pm

    Sono d'accordo con heartbreaker.
    Prova a disegnarlo su psud2 o dove vuoi.
    Mi sembra che qualcosa non torni.
    Se non vuoi o non puoi calcolare/stimare i valori resistivi del secondario del trasformatore HT, dell'induttore/induttori e del trasformatore di uscita, ti conviene stare abbondante di tensione per molti buoni motivi. Lascia, per esempio un margine di tensione per un CCS o giratore che aiuta ( a mio parere soprattutto il primo) a diminuire il ripple e ad aiutarti a salvare i tubi in caso di short del sistema di polarizzazione catodica.
    Per quanto riguarda i valori capacitivi, soprattutto con correnti relativamente importanti come quelle da te previste, cercherei di salvaguardare la sopravvivenza / longevità della raddrizzatrice, alzando anche artatamente la Rdc del secondario HT rispettando quelli che sono i limiti di sicurezza (Rtr) tipici del tubo. Comunque, soprattutto in questo caso, melius abundare quam deficere. La prima capacità se la vuoi così alta, vedrei meglio una R serie, a valle della raddrizzatrice di circa 470 Ohm.
    La seconda capacità, circa 100uF e la terza 550uF
    Ovviamente, sentiti libero di impostare la pietanza come meglio ritieni, però, io starei sotto i 60mA che sono comunque una corrente di tutto rispetto. Io, per esempio, avrei aumentato lievemente l'anodica e sarei sceso con la corrente. Diciamo 250V 50mA, è un compromesso più "giapponese" che, oltretutto ha un certo seguito. Però, soprattutto, se usi tubazzi cinesi, potrebbe essere anche la tua, una strada percorribile.
    Sui trasformatori d'uscita, concentrati, se ti è possibile, sull'induttanza primaria in una determinata configurazione che cuba , all'atto pratico, molto di più del presunto carico riflesso.
    Meglio sarebbe, a parità di induttanza primaria la minore Rdc del primario e del secondario ma su questo aspetto, si aprono discussioni interminabili.
    Mi permetto di suggerire una grezza proposta di alimentatore per iniziare. Noterai che in uscita ci sono ben 325V. Sono stato largo per poter rifinire il rumore con uno o due CCS.
    In caso di utilizzo, a monte del CCS, terrei non 550 uF ma solo 220uF e dopo 550uF oppure dividerei le anodiche con due CCS e starei sui 330 470uF -550uF per le ultime capacità.

    Nota le correnti in gioco Embarassed


    Last edited by mariovalvola on Thu Jan 18, 2018 9:41 pm; edited 1 time in total
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  mariovalvola on Thu Jan 18, 2018 9:18 pm

    I valori resistivi degli induttori sono di fantasia ma servivano per rendere l'idea. Il tamura A-4004 con i due avvolgimenti in serie presenta una resistenza degli avvolgimenti pari a 120 Ohm. Questo induttore è comodo per la evidente versatilità d'uso avendo due avvolgimenti separati da 2,5H


    Last edited by mariovalvola on Thu Jan 18, 2018 10:15 pm; edited 1 time in total
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  heartbreaker on Thu Jan 18, 2018 9:56 pm

    phaeton wrote:umh... ragioniamoci un po' su.

    per il ripple, sui sacri testi trovo che con un 300-0-300 Veff (424 Vcc) avro' a valle della GZ34 circa 355 Vcc (ho preso a riferimento il datasheet Mullard @140mA). utilizzando la formula precisa per C1 trovo 1 / (2*sqrt3 * 2f * Rtot * Vripple%) = 45.5uF per Rtot=355/140mA e Vripple=2.5%. quindi con 47uF mi aspetto qualcosa meglio di 9V. tu hai altri riferimenti per questo calcolo?  

    Se si assume che la corrente assorbita dal carico è costante ( in classe A possiamo dire così) allora la carica assorbita dal condensatore sarà Q=It dove I  è la corrente media assorbita dal carico e t è il tempo per il quale scorre, cioè il tempo per il quale i diodi non conducono.
    Il rettificatore dovrà poi fornire una eguale quantità di carica durante il periodo nel quale la tensione tornerà su dalla valle al picco, che poi è la tensione di ripple e sappiamo che Q=CV, quindi CV=It. La tensione di ripple sarà allora Vpp= Idc*t/C
    Se ora diciamo anche che il condensatore passa tutto il tempo a scaricarsi e si ricarica istantaneamente, allora t è uguale al periodo della onda rettificata. Per la rettificazione ad onda intera questo equivale a 2 volte la frequenza di rete 1/2f.
    Sostituendo nella equazione avremo Vpp= Idc/2fC ovvero C= Idc/2f Vpp.
    In pratica poi il ripple sarà minore, ma non di tanto. Ovviamente a causa degli assunti non precisissimi, ma che descrivono bene la realtà dei fatti.
    Questo compensa anche le tolleranze degli elettrolitici.

    Per quanto riguarda il sovradimensionamento del TA( anche in considerazione delle giustissime osservazioni di Mariovalvola), non è solo questione  di avere riserva per future implementazioni e per non stressare troppo il trafo, ma proprio si tratta di "risultato sonico". Io, che sono decisamente fuori di testa anche se in buona compagnia, se ho un assorbimento  di x  mA in classe A, progetto il secondario interessato per almeno 3x se non per 5x santa  
    Sovradimensionare  al 30-50% va bene per un prodotto industriale dove i costi la fanno da padrone; se mi ci metto devo mettere in pratica la "teoria" per avere un oggetto che "vada oltre" i prodotti industriali.
    So benissimo che qualcuno definirebbe il mio un sovradimensionamento " suino", ma tant'è.
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  phaeton on Sat Jan 20, 2018 11:22 am


    rispondo ad entrambi in breve (sono un po' incasinato al momento....)

    @Mario
    umh, cioe' quindi rispetto a quanto avevo pensato, una R per limitare il picco di corrente e C2 da 100 invece che 47 (pero' sara' costoso in mkp, e soprattutto enorme... forse meglio due o tre 47 mkp in parallelo?). ok mi pare sensato..... btw ho simulato lo schema con microcap e ltspice, ottengo risultati consistenti e analoghi a psud....
    per gli opt, come avrai notato ho scelto ilLundahl in base alla ind primaria e non alla Z
    sul punto di lavoro, mah... se il metodo grafico funziona almeno in prima approssimazione, restando dentro i 15W di pmax, non ho trovato un altro sweet spot che mi mantenesse la D% sotto i 2%.... come sai preferisco meno potenza ma migliore linearita'. qui un po' di sim:




    @Heart
    la formula che derivi (correttamente rispetto alle semplificazioni fatte) C= Idc/2f Vripple e' uguale a quanto ho usato io, al netto pero' della semplificazione sulla carica istantanea e sul fattore di potenza dell'ali, e tipicamente sovrastima largamente la C1.
    infatti la formula che ho usato io C = 1 / (2*sqrt3 * 2f * Rtot * Vripple%) diventa esattamente la tua (al netto del fattore 2sqrt3) sostituendo Rtot=Vcc/Idc (dove Vcc=Vpp=Veff*sqrt2) e Vripple%=Vripple/Vcc. facendo le sostituzioni si ottiene la tua formula al netto del fattore 2sqrt3. questa formuletta e' anch'essa in realta' una semplificazione della formula ancor piu' precisa :
    Vripple = ( Vpp * ((pi-theta)/pi) ) / ( 2sqrt3 * 2f * R * C )
    (che, a scanso di equivoci, e' ancora una semplificazione perche' assume la scarica rettilinea invece che esponenziale, ma visto che ci interessano Vripple picoli e' una semplificazione accettabile, e perche' assume un ali di buona qualita' in termini di resistenza e induttanza)
    dove theta e' il semiangolo di conduzione del cap (dipende dallo specifico cap, in genere tra 40 e 50°

    cmq, spero di poter verificare a breve sul campo le simulazioni.
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  mariovalvola on Sat Jan 20, 2018 1:29 pm

    A me, pur riconoscendone il valore, le analisi troppo specifiche su presupposti comunque da verificare lasciano sempre spazio ad alcune perplessità.
    Sono un ottimo esercizio per poter avere una maggiore certezza di non stare lavorando alla membro di segugio. Alla fine, anche le analisi microeconomiche sono valide, dotte e molto formalizzabili se si accettano gli assunti. Peccato che ci descrivono solo una fetta piccola della realtà
    Detto questo, vorrei che risultassero comunque  chiari i "principi generali" di un ottimo alimentatore anodico.
    1) tensione in uscita con rumore residuo realmente trascurabile
    2) minore stress possibile dei tubi rettificatori. Se vengono tirati per il collo, è sbagliata la rettificatrice e/o il progetto. Evitiamo lo sterile incremento della prima capacità. Crea più problemi che reali vantaggi. In molti casi, induttori permettendo, cerco di non metterla.
    3) ricordarsi di evitare risonanze dei circuiti LC (nell'intorno della banda audio)
    4) ferri poco esasperati in termini anche di sole correnti di picco per far sì che non si creino ulteriori fonti di disturbo
    5) ricordarsi, soprattutto in questo caso, che si sta ragionando su un single ended e non su un push-pull in classe AB1.
    Per  le simulazioni sui tubi. Purtroppo, nel mondo reale, le distorsioni saranno più alte. E' vero che più alzi al corrente anodica più tende a migliorare il quadro dal punto di vista strumentale ma, purtroppo, cambia, non necessariamente in meglio, anche il quadro complessivo percepibile all'ascolto che, come spesso accade, collide con le evidenze strumentali. Correnti relativamente alte, mettono anche alla frusta il dispositivo finale che si trova anche a dover metabolizzare una realizzazione non sempre esemplare o qualche piccolo acciacco dovuto all'età. In sintesi: è produttivo chiedere la massima corrente di riposo ammissibile (anche se in termini di dissipazione anodica abbiamo margine)?
    La risposta, per me, non può che essere negativa ma ognuno ha diritto di ragionare con la propria testa.
    Mi permetto di raccontare, a tal proposito gli sviluppi dei vari punti di lavoro intorno alla 2A3.
    Avete presente il famoso Triodino di CHF? Nelle sue varie versioni, ce n'era uno con le 2A3. I progettisti si erano messi, con il righello, e la calcolatrice a cercare un punto di lavoro più "redditizio" di quello normale. La scelta era stata molto estrema, andando addirittura oltre i limiti del tubo. Un punto di lavoro simile era stato utilizzato anche da Camorani nel suo monotriodo nella penultima versione il Kismet 2.
    Casualmente, nell'ultima edizione del Kismet, la 3, il punto di lavoro (su carichi anodici alti) risulta intorno ai 45-50mA su 250V.
    ecco lo schema
    ed ecco nell'articolo la spiegazione del progettista
    Non è un caso che Imai utilizzi correnti anodiche basse nei suoi progetti.
    Ripeto: su questo, siamo tutti liberi.
    Ritornando all'alimentazione, alcuni vincoli li dobbiamo forzosamente tenere presenti e ritorniamo così a quelli che considero i "principi generali".
    Per le induttanze primarie, verifica sempre che siano quelle della configurazione. Con Lundahl, ci si rischia di perdere.

    Scusate il pippone


    Last edited by mariovalvola on Sun Jan 21, 2018 7:41 pm; edited 1 time in total
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    Re: la costruzione di un amplificatore a valvole ideale

    Post  phaeton on Sat Jan 20, 2018 2:31 pm

    nessun pippone, anzi grazie dei consigli e dell'esperienza sunny

    il Lundah come accennato potrebbe essere il LL1623, versione SE da 60mA. se non leggo male il DS qui http://www.lundahl.se/wp-content/uploads/datasheets/1620_3_7_9202.pdf ha 46H come ind primaria, e sufficiente swing a 30Hz sia sul primario che sul secondario. lo chiuderei  3k/16ohm, quindi con la cuffie che uso piu' spesso sarei sempre sopra i 5k, con la D7200 sarei un po' sotto ma in modo ragionevole.

    per il punto di lavoro, ovviamente si tratta di simulazioni da verificare sul campo. vorrei partire da una prima sgrossatura, e (ribadisco, se l'analisi grafica e' valida almeno in prima approssimazione) non mi pare il caso di partire da una D2% oltre il 5%, pero' verificheremo anche questo. capisco il tuo punto di vista, anche forse legato ad un modus operandi piu' rispettoso dei tubi, ma poiche' l'idea e' di usare cmq tubi di ragionevole disponibilita' e costo, non mi pongo il problema di doverli cambiare ogni 3-4 anni, se questo mi consente di avere il suono che cerco sunny  
    una cosa: sicuramente leggo male io il DS, per EML e RCA e' specificata una Ia tipica di 60mA, con la max a 70mA (in bias fisso), 10mA di margine sono a tua esperienza pochi?

    una ultima cosa, non capisco il punto sul valore del primo cap.... il DS Mullard della GZ34 http://www.r-type.org/pdfs/gz34.pdf specifica un max di 60uF, e sono sicuro che considerata la variabilita' costruttiva dei valori dei cap dell'epoca, si sono tenuti un ampio margine. un primo cap da 47uF su una Veff molto lontana dal max lo ritieni in questo senso troppo "stressante"?


    Last edited by phaeton on Sat Jan 20, 2018 2:43 pm; edited 1 time in total

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